La ga gli occhietti neri

Canto popolare raccolto in Trentino, Valle del Tesino - armonizzazione di Gian Luigi Dardo

"Anche se i minatori sono poco di buono e non offrono alcun affidamento" - dice la ragazza da marito - "pure io voglio sposare uno di loro e vivere da signora, anzichè condividere la vita stentata dei contadini". E' l'eterno sogno di evasione dalle miserie di una vita grama con le fantasticherie che complicano testo e musica della canzone, fino all'amalgama in cui sono scherzosamente accostati melodie e ritmi montanari e marinari. Una canzone di vigoroso sapore popolare.

I dir che i minatori son lingere
i porta braghe larghe e stivaloni
e traforà che sia la galleria
i 'mpianta 'l pif el puf e i volta via.
Allora un contadin no voi sposare
patate cote sol mi fa mangiare,
mi sposerò soltanto un minatore
e mangio e bevo come un gran signore,
mi sposerò soltanto un minatore, si !
in compagnia del marinar:

E quando ti vedo te mi trema braghe giacheta e gilè,
e quando ti vedo là in paradiso mi par di volar
bionda oh bella bionda, o biondinella d'amor

I dir che in Valsugana no le belo,
con tante ragazzine che ci stanno
e i giovanotti fatti a pennello.
La ga gli occhietti neri neri neri,
la faccia da bambina appena nata
l'ho vista ieri sera e l'ho baciata, si !
in compagnia del marinar:

E quando ti vedo te .....

 

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