La musica popolare, e fra questa i canti di montagna, nasce dalla vita di ogni giorno, dalle sue gioie e dalle sue fatiche. In origine non è musica scritta, la si tramanda oralmente, di padre in figlio. Essa è il filo rosso che lega tra loro generazioni diverse, che introduce i giovani alla ricchezza del loro passato, alla "caverna del tesoro " rappresentata dalle tradizioni della comunità. Il maestro Andrea Mascagni tutto questo lo sapeva. Si avvicinò ai canti dei nostri cori di montagna, ed in particolare a quelli del Coro Valsella, il quale annoverava tra i suoi estimatori, fin dal secondo Dopoguerra, anche la famiglia De Gasperi, con l'umiltà, il rispetto e l' attenzione di chi è consapevole di stare maneggiando una materia viva, incandescente: l'identità di una terra, il suo comune sentire, ciò che crea coesione, che ravviva i momenti di festa e consola dalle fatiche. Al tempo stesso Mascagni si rese conto che questo grande patrimonio rischiava di venire disperso nel duro confronto con la modernità,. una modernità fatta di radio , e tv che cominciavano ad entrare nelle nostre case, ma anche di musiche nuove, provenienti da paesi lontani, avvisaglia di una globalizzazione che non aveva senso respingere ma che bisognava attrezzarsi ad affrontare. Ecco allora la sfida di dare ai canti di montagna una veste nuova, di metterli a confronto con la più vasta tradizione alpina e mitteleuropea, di inciderli su vinile, infine di portarli nel mondo. Una sfida che il Coro Valsella accolse con entusiasmo, portando le canzoni del Trentino fino in America e in Australia ( come avevano fatto fin dal lontano '800 generazioni di emigranti), approfondendo al tempo stesso il lavoro di ricerca, di scavo, nel grande giacimento della cultura popolare. Questo lavoro continua a produrre i suoi frutti preziosi anche oggi. Il Trentino è profondamente grato a coloro che, con la loro passione e il loro entusiasmo, hanno contribuito a far crescere questa straordinaria avventura, in piccola parte raccolta nelle pagine di questo libro. E lo è in particolare modo al maestro Andrea Mascagni, che, come anche altri grandi della sua generazione, penso ad esempio ad Arturo Benedetti Michelangeli, seppe risol- vere con intelligenza e creatività l'apparente contrapposizione fra vecchio e nuovo, fra passato e presente, fra tradizione e innovazione. Apparente, sì: perche entrambe queste dimensioni sono importanti nella cultura di una comunità. Ed entrambe sono chiamate a convivere, ad arricchirsi vicendevolmente.

Il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai